Ceccon, quando il talento fa miracoli

Kevin Ceccon (google)

Tre anni fa correva ancora con i kart, quest’anno ha vinto il campionato di Auto GP ed ha esordito in GP2 al posto dell’infortunato Davide Rigon. Nei test di Abu Dhabi riservati ai rookie, il bergamasco Kevin Ceccon è sceso in pista al volante della Toro Rosso.

Kevin, quali sono state le tue sensazioni al volante di una monoposto di Formula 1?
“La prima cosa che senti è la morbidezza del volante, la seconda è la velocità in curva, davvero notevole”.

Com’è stato il primo giro?
“Molto bello, ma ancora più emozionante è stato il momento in cui mi sono calato all’interno dell’abitacolo della monoposto”.

A 18 anni, 1 mese e 11 giorni hai già battuto Sebastian Vettel, salito per la prima volta su una vettura (la Williams) a 18 anni, 2 mesi e 20 giorni. Hai messo nel mirino il neo bicampione del mondo?
“Non guardo alla carriera degli altri, solo alla mia. Certo, non posso nascondere che è stata una bella soddisfazione quando l’ho saputo, ma non rincorro questi primati. Non mi sono mai posto il problema”.

Hai chiuso i test all’ottavo posto, portando a termine il programma di lavoro e staccando di quasi un secondo il tuo compagno di box Stefano Coletti. Sei soddisfatto del tuo esordio?
“Sono molto soddisfatto, anche se avrei potuto fare meglio se avessi avuto il materiale adatto. Con la squadra però abbiamo deciso di non andare a cercare il giro veloce. Ci siamo concentrati sullo sviluppo di alcune componenti in vista della prossima gara in Brasile e anche in ottica 2012. È questo il lavoro che serviva alla Toro Rosso”.

Non hai il rammarico di non aver montato le gomme supersoft per sfruttare al massimo le potenzialità della STR6?
“Non ho nessun rammarico. In Formula 1 non conta solo la velocità pura ma anche quello che pensano di te. Io credo di aver fatto un ottimo lavoro”.

Qual è la cosa che ti ha colpito di più in questa F1?
“La professionalità, il modo in cui viene gestita la giornata di lavoro. È difficile e non certo così scontato”.

In tre anni sei passato dai kart alla F1, senza nemmeno avere la patente di guida. Non pensi di aver bruciato le tappe?
“Se avessi bruciato le tappe mi sarei già bruciato. Ho sfruttato le occasioni che la vita mi ha offerto”.

Quanto è stato importante vincere il campionato di Auto GP per il debutto in F1?
“È stato molto importante perché mi ha dato notorietà e sicurezza”.

Quali sono i tuoi progetti per la prossima stagione?
“Correre in GP2”.

Con quale scuderia?
“La Coloni, con cui ho già disputato qualche gara la passata stagione. Conosco bene tutti nel team. L’accordo definitivo però ancora non c’è”.

Ti piace la Formula 1 attuale?
“Sì, mi piace. Prima l’unica pecca era la mancanza di sorpassi. Ora ci sono anche quelli”.

Senti il peso di essere una giovane promessa in un periodo in cui i talenti italiani emergono con il contagocce?
“Mi fa piacere che la gente pensi questo di me, ma io non gli do peso. Sono concentrato a far bene il mio lavoro”.

Qual è il tuo pilota preferito?
“Kubica, lo conosco bene, vive nello stesso posto dove vivo io, a Viareggio. Mi ispiro a lui”.

Come sta il pilota polacco, dopo l’incidente dello scorso 6 febbraio?
“Sta migliorando. La riabilitazione procede bene e il morale è alto”.

Tornerà in Formula 1?
“Penso di sì, ma non so quando”.

Cosa pensi della Formula 1?
“È un mondo a sé stante difficile da comparare. Ad esempio in Auto GP eravamo in tutto quindici nel team, in GP2 venti, per i test di Abu Dhabi con la Toro Rosso eravamo una trentina. Tutta un’altra storia”.

Vincenzo Bonanno

fonte: www.422race.com

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Kubica presto al volante di un’auto da corsa

Robert Kubica, 26 anni

Sono passati quasi nove mesi dall’incidente al rally di Andora, dove ha rischiato l’amputazione delle mani. Adesso Robert Kubica ha fretta di tornare. Il polacco è pronto a salire su una macchina da corsa. A confermarlo è Igor Rossello, il chirurgo che ha operato il pilota della Lotus Renault GP. “Robert ha recuperato, può già muovere e usare tutte le sue dita. Possiamo ora pensare di rimetterlo al più presto su una vettura. Sorry, una vettura da gara, perché già guida un’auto stradale”, ha dichiarato il direttore del centro regionale di chirurgia della mano dell’ospedale “San Paolo” di Savona.

Un annuncio che allontana il pessimismo di Riccardo Ceccarelli. Il medico della Lotus Renault GP aveva dichiarato qualche giorno fa che sarebbero stati necessari ancora “diversi mesi” di riabilitazione. Uno slittamento che avrebbe impedito a Kubica di rispettare la scadenza fissata dalla sua scuderia per capire se potrà tornare al volante della R31, in modo da consentire al team di Enstone di scegliere la coppia di piloti da schierare la prossima stagione.

Il suo recupero è stato un miracolo ma resta da vedere se sarà veloce. Dobbiamo ancora fare un piccolo intervento per migliorare la mobilità del polso, dopo incidenti di questo tipo la mano non è mai flessibile come lo era prima. Dovrà fare molti esercizi. Ma sarà di nuovo in grado di guidare la sua monoposto di Formula 1 e premere tutti i bottoni. Stiamo parlando di un pilota, non di un pianista”, ha aggiunto Rossello.

Il pensiero va subito al 6 febbraio scorso, quando la Skoda Fabia del ventiseienne polacco è uscita di strada, terminando la sua corsa contro il muro di una chiesa. “Guardo Robert e non smetto di meravigliarmi di come siano andate bene le cose, tutte le ferite sono guarite, resta solo da capire se sarà in grado di guidare come prima. Avrà alcune limitazioni, ricordo che avevamo considerato l’amputazione. Ma spetterà agli specialisti della Formula 1 stabilirlo. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro in modo perfetto”, ha concluso il chirurgo. I tempi per il rientro sono ancora incerti ma Kubica non aspetta altro. Il countdown è partito.

Vincenzo Bonanno

fonte: www.422race.com

Heidfeld, il sedile in Renault è già bollente

Nick Heidfeld al volante della sua Renault

Siamo solo alla settima gara del campionato ma già è tempo di bilanci. Ed ecco i primi sedili bollenti. A scottare di più sembra quello di Nick Heidfeld, ottavo in classifica generale con 29 punti. La Renault infatti è insoddisfatta delle prestazioni del sostituto di Kubica: dopo l’exploit nei test invernali e il bel podio ottenuto a Sepang, il pilota tedesco non è più riuscito a centrare risultati convincenti con la scuderia di Enstone.

Per il team principal della Lotus Renault Eric Boullier la stagione di Heidfeld finora “è stata buona, ma non abbastanza. Nick ha iniziato con il passo di Petrov, ma poi il suo rendimento sta scendendo sempre di più. Ho bisogno di capire quali sono i problemi di Nick”. Analizzando le gare, infatti, “nelle prove libere sembra sempre al livello di Vitaly (Petrov, ndr), ma le cose si complicano a partire dalle qualifiche. Questo compromette il verdetto della gara, dove invece Nick ha sempre un ottimo ritmo”, spiega Boullier. E non a caso iniziano a circolare le prime indiscrezioni su un possibile avvicendamento con il terzo pilota Romain Grosjean, già alla giuda della R29 nel 2009 al posto di Nelson Piquet Jr e attualmente in lotta per il titolo della GP2 Series.

In casa Renault rimpiangono come non mai l’assenza di Kubica, consapevoli di avere una vettura superiore rispetto a quella degli anni passati. “Robert sa essere un leader. È molto esigente e sa bene cosa vuole dal team. Se vede che le cose non vanno batte i pugni sul tavolo. Ma Robert non può essere qui, ora”, ha concluso il manager francese.

Non se la passa certo meglio l’altro pilota Renault, Vitaly Petrov. Il ventiseienne russo, di soli due punti davanti a Heidfeld, sembra al sicuro grazie ai suoi ricchi sponsor, ma Boullier ha lasciato intendere che nemmeno lui può ritenersi intoccabile: “Vitaly ha bisogno di qualcuno che gli dica a che ora deve essere in circuito al mattino, in modo che non sia in ritardo ai meeting, come organizzare la sua giornata e come comportarsi fuori dal tracciato”. Insomma, non ha le carte in regola per ambire al ruolo di leader ancora vacante. Un posto tenuto caldo per il ritorno di Kubica.

Vincenzo Bonanno