Un Mondiale senza re

Sebastian Vettel e Fernando Alonso

Non succedeva dal 1983, ai tempi di Nelson Piquet, John Watson, Alain Prost, Patrick Tambay e Keke Rosberg. Cinque vincitori diversi nelle prime cinque gare della stagione. Quest’anno sul gradino più lato del podio sono saliti, nell’ordine, Jenson Button, Fernando Alonso, Nico Rosberg, Sebastian Vettel e Pastor Maldonado. Il Mondiale non riesce a trovare il suo leader. Ne beneficia lo spettacolo in pista e l’appeal della Formula 1 sul pubblico, dopo anni di noia mortale.

Alcune scuderie hanno migliorato molto le loro prestazioni rispetto allo scorso anno. Oltre ai top team (Red Bull, Ferrari e McLaren), pure la Mercedes e la Lotus vogliono recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, così come Williams e Sauber. Le performance sono piuttosto vicine, grazie anche al ruolo determinante delle gomme Pirelli che condizionano le strategie in gara e le classifiche finali. Il Mondiale si annuncia più avvincente che mai. Se poi a cambiare le carte in tavola ci si mette pure la pioggia, attesa nel weekend a Montecarlo, allora domenica sul gradino più alto del podio potrebbe salire il sesto pilota diverso in sei gare.

La McLaren sembra la monoposto più veloce ed equilibrata del lotto. Alcune esitazioni durante i pit stop in corsa hanno però condizionato l’inizio di stagione di Jenson Button e Lewis Hamilton. La scuderia di Woking ha sicuramente raccolto meno rispetto a quanto seminato. La Red Bull poi non è la stessa dell’anno scorso. Anzi, dopo la parentesi da extraterrestre è tornata a lottare con i comuni mortali, faticando più del dovuto in diverse occasioni e mostrandosi in affanno. I tori ancora stentano a capire il comportamento della RB8. La Ferrari si è ben difesa in questa prima parte di stagione, consapevole di avere un mezzo inferiore alla concorrenza. Fernando Alonso ci ha messo molto del suo per portare in alto i colori della Rossa. Adesso però la scuderia di Maranello sta rialzando la testa grazie alle nuove soluzioni tecniche introdotte sulla F2012. Accorgimenti che si sono rivelati azzeccati, come la configurazione degli scarichi.

La Mercedes non è riuscita a colmare definitivamente il gap delle proprie prestazioni tra qualifiche e gara. Il degrado delle gomme durante la corsa è meno evidente rispetto al 2011 ma permane. A Stoccarda stanno lavorando per azzerarlo. L’impressione è che la meta sia vicina. La Sauber ha sbalordito tutti fin dai test invernali, attirando gli occhi del paddock per alcune soluzioni aerodinamiche innovative. La vettura sembra ben bilanciata, grazie anche alle indicazioni di due piloti emergenti come Sergio Perez e Kamui Kobayashi.

La Lotus e la Williams sono le scuderie che hanno portato maggiori sviluppi a Barcellona, in occasione dell’ultimo GP spagnolo. Il team di Frank Williams è andato al di là delle proprie aspettative, riuscendo a conquistare una vittoria dopo quasi otto anni di astinenza. Non assaporava il gusto del successo dal GP del Brasile 2004 con Juan Pablo Montoya. La Lotus invece è la monoposto che a prima vista sembra avere delle linee piuttosto essenziali, senza nessun elemento che attragga particolari attenzioni. Il potenziale è tutto sotto la livrea, a partire dalla trazione. Un punto di forza che sulle stradine del Principato potrebbe risultare determinante per la vittoria finale. Non a caso i due piloti del team di Enstone, Kimi Raikkonen e Romain Grosjean, restano i favoriti per il successo di domenica.

L’imprevedibilità di questi primi cinque GP ha prodotto una situazione anomala, in cui è difficile capire chi sarà il vero dominatore in questa stagione. Il livellamento delle prestazioni, i miglioramenti delle monoposto gara dopo gara, il meteo, le strategie al muretto e anche gli errori durante i pit stop alimentano lo stato di incertezza. Magari lo spettatore avrà le idee un po’ confuse assistendo a questa alternanza di vincitori, ma di sicuro ognuno dirà la sua. Adesso ogni previsione potrebbe essere quella giusta. Nel 1983 vinse il titolo chi conquistò il successo alla prima gara, Nelson Piquet. Vedremo se quest’anno la profezia si ripeterà.

Vincenzo Bonanno

fonte: www.422race.com

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Vettel ritorna al successo in Bahrain

Il campione del mondo in carica Vettel

SAKHIR – Era a digiuno da cinque gare: un’enormità per uno come lui. Sebastian Vettel torna sul gradino più alto del podio, mostrando lo smalto dei tempi migliori dopo un avvio di stagione sottotono. Il due volte campione del mondo è il quarto vincitore in quattro GP, a conferma dell’equilibrio tra le forze in campo quest’anno. Nella gara che sarà ricordata soprattutto per le polemiche relative all’opportunità di correre in un Paese in cui le forze governative reprimono duramente le proteste delle opposizioni, si rivede la Red Bull, di nuovo vincente grazie alle modifiche al retrotreno (scarichi e fondo piatto). Niente rivoluzioni, solo piccoli accorgimenti frutto della matita di Newey che hanno però permesso alla scuderia di Milton Keynes di tornare al successo.

Un colpo di reni che invece non riesce alla Ferrari, sempre alle prese con problemi di carico aerodinamico, velocità di punta e trazione. Il settimo posto di Fernando Alonso e il nono di Felipe Massa non sono un bottino all’altezza di un team che punta alla conquista del campionato. L’attesa adesso è finita: dalla Spagna in poi bisogna invertire la rotta, introducendo cambiamenti strutturali che permettano di ritrovare quella competitività che tutti si aspettano. L’assenza di un dominatore in quest’inizio di stagione è un manna dal cielo per le speranze di Maranello. Alonso infatti in classifica resta sempre nelle posizioni di vertice. L’asturiano accusa un ritardo di soli 10 punti dal leader Vettel, ma urge una svolta.

A parte l’ottima partenza, per il Cavallino l’unica consolazione in questa grigia domenica mediorientale arriva dalle McLaren, con Button ritirato e Hamilton ottavo. Il team di Woking è stato autore di una gara ben al di sotto delle aspettative. L’eccessivo degrado delle gomme e le incertezze ai box hanno compromesso la gara dei due inglesi.

La sorpresa della giornata è la Lotus Renault. Alle spalle del vincitore, infatti, da segnalare la prestazione maiuscola di Kimi Raikkonen e Romain Grosjean: due piloti fuori dal circus nelle ultime due stagioni. Il duo della scuderia di Enstone ha stupito e meritatamente conquistato il podio mettendo in fila Webber, Rosberg, Di Resta, Alonso, Hamilton, Massa e Schumacher. Il finlandese e lo svizzero con passaporto francese hanno impresso un ritmo molto alto alla gara, facendo registrare tempi constantemente più veloci della concorrenza. Sono stati gli unici a impensierire il tedeschino di Heppenheim. Se fossero partiti nelle prime file, forse avrebbero potuto pure strappargli la vittoria.

Non pervenute le Mercedes. Dopo il successo cinese, la Casa della stella a tre punte si presentava in Bahrain come la monoposto da battere. Il flop delle qualifiche, con Schumacher fuori in Q1, aveva però ridimensionato le attese per la gara, tutte sulle spalle del fresco vincitore di Shanghai. E invece Rosberg (quinto al traguardo) si è fatto notare solo per le manovre al limite nel difendere la posizione dagli attacchi di Hamilton e Alonso. Da uno come lui ci si aspetta ben altro.

Vincenzo Bonanno

 

La McLaren vola, la Ferrari arranca

I due piloti McLaren: Lewis Hamilton e Jenson Button

I due piloti McLaren: Lewis Hamilton e Jenson Button

MELBOURNE – Negli ultimi dieci anni chi ha vinto a Melbourne per sette volte ha conquistato il titolo a fine campionato. Sarà pure una statistica, ma per gli amanti della cabala (che non sono pochi) è un dato da tenere in considerazione.

Jenson Button vince in Australia, dopo aver bruciato alla partenza il compagno di squadra Lewis Hamilton, scattato dalla pole. La McLaren evidenzia quanto di buono mostrato durante i test invernali. La monoposto di Woking non è solo bella da vedere, grazie a una linea senza scalini sul muso, ma anche veloce.

A rovinare la festa a Martin Whitmarsh ci ha pensato il campione del mondo in carica, Sebastian Vettel. Il tedeschino di Heppenheim capisce che la musica è cambiata, ma riesce comunque a impensierire il duo McLaren, inserendosi fra i due piloti inglesi ed evitando la doppietta. I marziani di Milton Keynes però sono tornati sulla terra.

La Ferrari è ben lontana da dove dovrebbe e vorrebbe essere. Solo la tenacia di Fernando Alonso salva l’onore. A Maranello la strada è tutta in salita. Difficile con questa macchina tenere il passo dei primi. Servono modifiche importanti.

Rimandata la Mercedes, ma il potenziale c’è. Kimi Raikkonen festeggia il ritorno in Formula 1 al volante della Lotus entrando in zona punti, dopo essere partito dal fondo dello schieramento, in 18° posizione. Ottimi piazzamenti anche per Sergio Perez (Sauber) e Daniel Ricciardo (Toro Rosso), che conquistano il miglior risultato della loro giovane carriera.

La cronaca

In partenza Button soffia la prima posizione al poleman Hamilton. Terzo Schumacher. Rosberg trova un corridoio e passa dal settimo al quarto posto. Ottimo anche lo scatto delle due Ferrari: Alonso guadagna quattro posizioni, Massa sei. Nelle retrovie contatto Senna-Ricciardo. Non ci sono le due HRT, che non hanno superato la soglia del 107% in qualifica.

Al secondo passaggio, Vettel incalza Rosberg e lo sorpassa. Hulkenberg è subito out. Nello stesso giro Maldonado attacca Grosjean, scivolato indietro dopo la partenza dalla seconda fila. I due si toccano: ha la peggio il pilota della Lotus, costretto al ritiro per la rottura della sospensione anteriore destra.

Le due McLaren fanno il vuoto. Vettel, quarto, è in scia a Schumacher. Il campione del mondo in carica inciampa però in un errore, con un’escursione sull’erba senza conseguenze. Buon ritmo delle Ferrari, con Alonso sesto e Massa ottavo. Il brasiliano però subisce il sorpasso di Maldonado. Dopo qualche passaggio, tempi alti per la seconda guida della rossa, che accusa problemi con le gomme posteriori.

Webber è settimo. Mercedes in difficoltà: Schumacher compie un dritto e danneggia la monoposto.  costretto al ritiro.

Webber è settimo. Mercedes in difficoltà: Schumacher compie un dritto e danneggia la monoposto. È costretto al ritiro. Al 12° giro Massa ai box per il cambio gomme. Seguito, la tornata successiva, da Rosberg. Raikkonen intanto, partito dalle retrovie, risale fino all’ottava posizione. Cambia pneumatici anche Alonso, che monta le medie. Torna in pista al nono posto. Massa invece è 15°. Pit stop pure Webber: per l’australiano stessa tattica dello spagnolo della Ferrari.

Vettel, terzo con pista libera, è indiavolato e guadagna sulla coppia della McLaren, al comando della gara. Al 17° giro rientrano Button e Vettel per il cambio gomme. Entrambi montano le medie. Solo Hamilton invece resta sulle morbide. All’uscita dalla pit lane, l’inglese della McLaren si piazza dietro Raikkonen e Perez, che ancora non si sono fermati. Al 20° giro, sosta per il finlandese della Lotus, risalito fino alla seconda posizione. Il messicano della Sauber, alle spalle del leader Button, rallenta Hamilton. Vettel ne approfitta e si avvicina all’inglese della scuderia di Woking. Dietro arriva Alonso.

Dopo la prima tornata di pit stop, al comando della gara c’è Button, seguito da Hamilton, Vettel, Alonso, Rosberg, Webber, Maldonando e Raikkonen. Nono Kobayashi, decimo Massa, di nuovo in crisi con le coperture morbide. Il brasiliano rientra ai box al 29° giro. In difficoltà anche Rosberg, tallonato da Webber. Ne approfitta Maldonado, che si avvicina. I tre sono in bagarre. Button lamenta delle vibrazioni, ma continua a marcare ottimi tempi. Buon ritmo pure per Alonso. Al 31° giro dritto di Vergne. Webber attacca Rosberg, che decide di andare subito ai box.

Hamilton accusa un ritardo di dieci secondi nei confronti di Button. Seconda sosta di Alonso al 35° passaggio. Lo spagnolo, ancora con le medie, torna in pista all’ottavo posto. Button e Hamilton si fermano uno dietro l’altro nel giro successivo. Vettel passa al comando. Al 37° giro Petrov ha un problema e parcheggia la sua Caterham sul rettilineo principale: entra la safety car. E tutti ne approfittano per entrare ai box e cambiare gomme. Per il russo, che ha preso il posto di Jarno Trulli, guasto al servosterzo. Si ritira anche l’altra monoposto di Tony Fernandes, guidata da Kovalainen.

La gara riprende al 42° passaggio: restano sedici giri da compiere. Ripartenza regolare: Button, Vettel, Hamilton, Webber, Alonso, Maldonado, Perez, Rosberg, Kobayashi, Raikkonen. Massa è 13°. Il brasiliano è attaccato da Ricciardo. Di Resta è 11°, Vergne 12°. Il leader della gara, a gomme fredde ma con pista libera davanti, impone un ritmo indiavolato. Gli altri hanno difficoltà a tenere il passo. Fatica un po’ anche Alonso. Button scappa via e Hamilton tallona Vettel. Contatto tra Massa e Senna al 47° giro: i due rientrano ai box e il brasiliano è costretto al ritiro per danni alla sospensione.

Anche Maldonado incalza Alonso. Intanto le due Toro Rosso di Ricciardo e Vergne sorpassano Di Resta e salgono rispettivamente all’11° e 12° posto. A quattro giri dalla fine, Vettel si allontana da Hamilton, tallonato da Webber. Button gestisce la leadership. All’ultimo giro Maldonado, vicinissimo ad Alonso, tocca l’erba e picchia contro il muro. Fasi concitate, problemi pure per Rosberg. Intanto sventola la bandiera a scacchi. Ecco la classifica finale: Button, Vettel, Hamilton, Webber, Alonso, Kobayashi, Raikkonen, Perez, Ricciardo e Di Resta.

Vincenzo Bonanno

fonte: www.422race.com

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