La nuova Kawasaki Versys si guida da sola

Eclettica, questo il termine esatto per descrivere la Versys, la crossover che Kawasaki ha lanciato nel 2003 e che si è conquistata i favori del pubblico, con 10mila clienti in Europa in tre anni. Numeri che l’hanno piazzata tra le moto più vendute anche in Italia.

La versione 2010 cambia nel segno della continuità, con una serie di innovazioni che la rendono più comoda e sfruttabile. Migliorata la protezione del cupolino, regolabile, e il comfort della sella, completamente ridisegnata. Modifiche alle pedane e un nuovo supporto elastico per il motore consentono praticamente di annullare le vibrazioni.

Resta invariata, invece, la tecnica. Nessuna novità per il bicilindrico da 654 cmc, capace di erogare 64 Cv a 8.000 giri. Non cambia nemmeno la ciclistica, che conferma l’ammortizzatore laterale e la forcella a steli rovesciati, entrambi regolabili.

Perfetta per il neofita, la Versys si caratterizza per l’assoluta facilità d’uso in ogni condizione. Molto dolce l’erogazione del motore, capace di riprendere da 2.000 giri in sesta senza fare una piega, così come allungare fino agli 11.000 giri del limitatore. Non è un mostro di potenza, sia chiaro, ma regala prestazioni adeguate per potersi districare in ogni situazione.

Poi, se la strada si fa tortuosa, la Versys mostra il suo lato divertente con una maneggevolezza notevole ma, soprattutto, con sospensioni a punto che supportano anche una guida sportiva senza andare mai in affanno.

Una moto poliedrica, quindi, facile e comoda. Unico neo, forse, la frenata anteriore, poco incisiva.

Rimane, comunque, una vera crossover.

Costa 7.290 euro, e con 500 euro in più c’è l’Abs.

Vincenzo Bonanno

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