Formula 1, sedili bollenti

I due piloti McLaren Jenson Button e Lewis Hamilton

Il sorpasso di Alonso su Massa all’ingresso dei box, da una parte; la fuga in classifica di Button, con Hamilton che insegue, dall’altra. Storie di due team in cui, dopo il GP di Cina, la gestione interna può diventare difficile e delicata.
Alla McLaren sembra essere tornati al passato, ai tempi di Prost e Senna. Lewis regala spettacolo a ogni gara, ma insegue; Jenson, lento e timoroso, sta prendendo il largo in campionato. Il campione in carica usa più la tattica che il piede: a Melbourne è stato il primo a montare le gomme da asciutto, approfittando poi del guasto di Vettel; in Cina è stato fra i pochi, con Rosberg, Kubica, Petrov, a rimanere in pista con le slick sul fondo umido, creando le premesse per la sua seconda vittoria stagionale. Condotta regolare e dolcezza di guida che, finora, gli hanno dato ragione.
Lewis, pur avendo talento da vendere, si trova a rincorrere. Non ha ancora vinto una gara, è stato battuto dal compagno 3 volte su 4 in qualifica, ma in ogni gran premio regala spettacolo e sorpassi da urlo. Ricorda Senna per velocità, senso del limite e determinazione nelle manovre. Alcune, per la verità, un po’ azzardate: in Malesia è avanzato a zig-zag per resistere all’attacco di Petrov, in Cina ha duellato con Vettel, ai box, prima sorpassandolo in entrata, poi resistendogli in uscita, quasi a ruote appaiate. E nella ripartenza, dopo la seconda safety car, ha dato una spallata a Webber, costringendolo a un fuori pista. Il tutto solo con un’ammonizione, niente sanzioni. Un po’ poco. Grinta e talento che, però, non hanno ancora pagato. Forse nemmeno lui si aspettava di avere in casa un avversario così ostico.

I ferraristi Felipe Massa e Fernando Alonso

In Ferrari la situazione è simile: Massa ha una condotta più lineare, Alonso è più arrembante, costretto anche dalla necessità di rimediare agli errori in partenza, a Melbourne e Shanghai, o in qualifica, in Malesia. In Bahrain lo spagnolo, alla prima curva, ha fatto capire a Felipe, con una staccata pulita ma decisa, chi è il caposquadra; concetto ribadito in Cina, spingendo Massa quasi nella sabbia al tornantino di ingresso ai box, con una manovra al limite. Un sorpasso che ha acceso malumori e polemiche. La verità è che il pilota della Asturie, che in gara ha un passo superiore a Massa, già in Australia si è accodato al brasiliano, ubbidendo alla logica di stato del team e perdendo forse punti pesanti. Ora si è preso i gradi di prima guida e intende utilizzarli a fondo per mettere le mani sul mondiale. Anche perché, dei due, sembra il più accreditato al successo.
Problemi, quelli della rivalità interna, che non riguardano Mercedes e Renault, unici team in cui c’è una pilota, Rosberg su Schumacher in un caso, Kubica su Petrov nell’altro, in vantaggio sul compagno addirittura per 8-0 nel doppio confronto diretto qualifiche-gara. Un ritorno amaro quello di Kaiser Schumi. Per il sette volte campione del mondo sembra proprio arrivato il tramonto. Davvero imbarazzante il confronto con le nuove generazioni del circus. In Cina, poi, è stata una sofferenza interminabile: il tedesco ha subito sorpassi a non finire. Il figlio di Keke ha il quintuplo dei punti di Schumi. Proprio lui, che non lasciava nemmeno le briciole ai compagni di squadra.
Vincenzo Bonanno

Annunci

Valentino presenta la nuova M1. E la Ferrari vola a Valencia

Valentino Rossi a fianco della nuova M1

Dopo due mesi di sosta, la Formula 1 e la Moto GP riaccendono i motori.

La Yamaha svela la nuova M1. Bella, grintosa e aggressiva.

Ed è subito Valentino Rossi. Il «Dottore» ha staccato il miglior tempo nella prima giornata di test a Sepang, in Malesia, confermando la bontà dell’ultima nata della casa giapponese. Migliorati il telaio e, soprattutto, il motore, unico neo della casa nipponica. Il nuovo propulsore, che dovrà durare tre gare, scarica sull’asfalto una potenza di oltre 200 Cv. La M1 in versione 2010, con cui il «Dottore» proverà a inseguire il decimo titolo mondiale, differisce poco dall’antenata del 2009, almeno per quanto riguarda aerodinamica ed estetica. Sotto le carene, però, cambia tutto. Dai settaggi alle sospensioni, dall’elettronica agli ingranaggi.

Nuovo look per la livrea della M1. Spariscono le sfumature dal blu al bianco, lasciando un taglio grafico netto più pulito.  Dal punto di vista della meccanica è tutto nascosto, per non anticipare nulla agli avversari.

Curioso il logo presente sulle maniche della tuta di Valentino Rossi, che in malese significa «migliorare nel futuro». «La lotta sarà molto dura, con Lorenzo, Stoner e Pedrosa: Io li metto tutti e tre sullo stesso piano», dichiara il campione di Tavullia. Un solo timore. «Sei motori per tutta la stagione sono troppo pochi». Ovvero, due in meno rispetto alla passata stagione. Una variazione introdotta dal nuovo regolamento per ridurre i costi. 

Sempre più tesi i rapporti con il rivale di box Jorge Lorenzo. Oltre al muro anche i dati della telemetria saranno top secret.

Riflettori puntati anche sul futuro del pilota pesarese. Nel 2010 scade il contratto che lo lega alla casa nipponica. E sono sempre aperte le porte per l’approdo in F1, alla Ferrari, dopo i test di gennaio. «Credo che sarà molto difficile vedermi correre in Formula 1», taglia corto Rossi, per sgomberare il campo da voci sempre più insistenti.

La casa di Maranello ha iniziato col botto la nuova stagione. Sempre in testa nei primi tre giorni di test a Valencia,  sul circuito spagnolo «Ricardo Tormo».

Fernando Alonso al volante della nuova F10 sul circuito di Valencia

C’era grande attesa, ieri, per il debutto di Fernando Alonso al volante della rossa. E il campione delle Asturie non ha tradito le aspettative, facendo segnare subito il mglior crono in assoluto: 1’11″470. Tre decimi meglio del compagno di squadra Felipe Massa.

Staccati i diretti avversari, da Lewis Hamilton a Michael Schumacher, con ritardi addirittura vicini al secondo. La F10 si è dimostrata veloce e affidabile. L’ora del riscatto è scoccata.   

Vincenzo Bonanno