La McLaren sfida la Ferrari nelle sportcar

McLaren MP4-12C

Dalle piste di Formula 1 alle sportcar.  La McLaren sposta la sua sfida alla Ferrari.  La casa britannica parte lanciando sul mercato la MP4-12C, presentata in anteprima italiana a Milano, e conta di arrivare a produrre circa 4mila vetture all’anno nel 2015.

“Ogni anno lanceremo un nuovo modello”, ha annunciato Anthony Sheriff, amministratore delegato di McLaren Automotive, presentando il progetto, nato da un’intuizione del presidente della casa inglese Ron Dennis, il quale, anche guardando alla concorrente Ferrari, si è convinto che il business delle auto sportive possa sostenere il settore delle gare.

Il mercato britannico sarà il primo su cui si affaccerà McLaren Automotive, che con le sue supersportive conta poi di avere i migliori risultati di vendite in quello statunitense. Altri due progetti sono in fase di sviluppo. Intanto i piloti delle frecce d’argento, Lewis Hamilton e Jenson Button, hanno già provato la MP4-12C, che sarà prodotta in circa mille esemplari nel quartier generale londinese di Woking, ed è interamente made in McLaren nel design, dal motore ai cavi.

McLaren MP4-12C

Mutuato dalla Formula 1 è il telaio monoscocca in carbonio, firmato dall’italiano Claudio Santoni, che abbassa peso e costi della vettura.  Motore V8 biturbo di 3.8 litri di cilindrata da 600 cavalli a 7.000 giri/min e 600 Nm di coppia massima da 3.000 a 6.500 giri.

La prima impressione è quella di un’automobile ben fatta, curata nelle finiture e che non utilizza – almeno apparentemente – componentistica presa dalla grande serie. Il posto guida è molto raccolto, con il volante verticale – regolabile in altezza e profondità – e il sedile avvolgente.

Arriverà in Italia dalla prossima primavera.
Il prezzo della MP4-12C non è ancora fissato, ma dovrebbe aggirarsi fra i 190mila e i 210mila euro.

La sfida è lanciata: nel mirino ci sono la Ferrari 458 Italia e la Lamborghini Gallardo, ma anche la Porsche 911 Turbo S.

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Nasce la R4

Una ricostruzione grafica della nuova R4

L’Audi lancia la sfida. Secondo indiscrezioni, la casa tedesca avrebbe   dato l’ok per allestire il prototipo della R4. Il debutto, in autunno, al Salone di Parigi. La piccola coupé a motore centrale dovrebbe ricalcare lo stile della concept e-tron, in mostra a Detroit lo scorso gennaio. Lunga meno di 4 metri, la sportivina avrà due posti, motori compatti diesel e benzina. Condividerà con la Volkswagen BlueSport la piattaforma e anche le motorizzazioni a 4 cilindri 2.0 TDI da 180 CV e 2.0 TFSI da 300 CV. La R4 arriverà sul mercato nel 2012. Inevitabile il confitto con l’altra coupé dai quattro anelli: la TT. Stesso fascino, stessa clientela. E due galli in un pollaio, si sa, non possono starci.

Maserati GranCabrio: matrimonio tra stile e sportività

La GranTurismo firmata Pininfarina si toglie il «cappello» . Ed ecco la nuova Maserati GranCabrio. Rifinita con cura artigianale, monta un otto cilindri a V da 4,7 litri. 4.691 cc capaci di erogare una potenza di 440 Cv. Velocità massima: 283 km/h.

È possibile selezionare due settaggi di sospensioni, assetto, motore e cambio. La modalità Sport mette a nudo l’anima racing della vettura, quello Comfort, invece, è più docile, e consente una guida tranquilla e rilassata.

Per scoprire una coupé, però, non basta limitarsi a toglierle il tetto: i risultati, come hanno sperimentato molti costruttori, rischiano di essere deludenti sia sotto l’aspetto estetico che tecnico. Un azzardo che la casa del tridente ha scongiurato nonostante le difficoltà di un progetto ambizioso, focalizzato su tre obiettivi: mantenere l’eccellenza dinamica della GranTurismo; non farne rimpiangere le linee anche a capote chiusa, che è spesso il tallone d’Achille della cabrio; offrire la migliore abitabilità nella categoria delle vetture scoperte oltre i 90mila euro.

La Maserati Gran Cabrio è una scommessa vinta nel modo più convincente. La capote si apre in meno di 20 secondi. Inoltre si raccorda perfettamente alla coda, senza dare quella brutta impressione di discontinuità.   

La scelta è caduta su una sofisticata copertura in tela a tre strati, priva di ondulazioni e in grado, quando è chiusa, di isolare quasi del tutto l’abitacolo, assicurando un elevato comfort acustico. È stata sviluppata assieme alla vettura proprio per garantirne la massima integrazione con le varie componenti «sensibili», come il sofisticato impianto acustico Bose, realizzato su misura e dotato di ben 16 altoparlanti, il climatizzatore e l’antifurto, che adeguano il rispettivo funzionamento a seconda che la vettura abbia la capote aperta o chiusa.   

La Gran Cabrio ha quattro posti «veri».

Prezzo chiavi in mano: 135mila euro. Un lusso italiano per il top del piacere alla guida.

Vincenzo Bonanno

Emozioni in «smoking»

Fino a 60 km/h le ruote anteriori e posteriori sterzano in senso opposto, accorciando virtualmente il passo a vantaggio della maneggevolezza. A velocità superiore, la sterzata diventa sincrona, il passo si allunga per una maggiore precisione e stabilità di guida. È l’Integral Active Steering. Un optional per gustarsi fino in fondo il magnifico carattere della Bmw Serie 5, giunta alla sesta generazione. Completamente inedita, vanta soluzioni d’avanguardia. Al volante della nuova berlina bavarese c’è tanta tecnologia e qualità.

Basta salire in macchina e avviare il motore per capire che si ha a che fare con un’auto superiore. Piacere puro in un salotto elegante, fasciato da un vestito di alta sartoria. Proporzioni perfette e linee classiche sottolineano la svolta rispetto alle provocazioni stilistiche della generazione precedente. L’ottima tenuta di strada si sposa con un’agilità davvero straordinaria per una vettura di queste dimensioni.

Sterminato l’elenco degli accessori. E il listino diventa poco più che simbolico. Tra gli optional, l’Adaptive Drive (sospensioni «intelligenti» e, in più, controllo elettronico del rollio), il Driving Dynamic Control che propone quattro diverse tarature dell’assetto, il nuovo cambio automatico Steptronic a otto rapporti, , fari allo xeno orientabili in curva, parcheggio automatico, telecamere che controllano a 360 gradi l’ambiente circostante, frenata automatica se ci si avvicina troppo al veicolo che precede, navigatore.

Eleganza e prestazioni si colorano di verde in questa sesta generazione della Serie 5. La new entry della casa bavarese si presenta al lancio con motori a 6 e 8 cilindri ( quattro benzina e due diesel da 204 a 407 Cv), tutti Euro 5, più potenti ma con consumi ed emissioni inferiori rispetto alla precedente generazione. I listini spaziano da 4.540 euro della 523i ai 75.540 della 550i.

Vincenzo Bonanno

Mazda, la Mx-5 compie 20 anni

La più venduta fra le scapottabili festeggia il ventesimo compleanno con una versione speciale a tiratura limitata di duemila unità. Equipaggiata con un motore 1800 cc a benzina da 126 Cv, in italia sarà proprosta solo in due colori, bianco e rosso.

Particolari da nicchia, la capotta in tela, le cromature sulle maniglie e all’interno dei fari.

Inediti i cerchi, a dieci razze e da 17 pollici.

Vincenzo Bonanno

L’anima racing della nuova Giulietta

Nel mirino ci sono le solite note, dalla Bmw Serie 1 all’Audi A3. Ovvero i migliori interpreti europei in materia di sportive compatte: un tema che la 147 aveva affrontato con successo, prima che il peso degli anni iniziasse a farsi sentire. E che la Giulietta, ormai prossima a raccoglierne l’eredità, ha tutte le intenzioni di tornare a svolgere, almeno sulla carta.

Novità assoluta il nuovo pianale «compact». Arricchito da elementi in alluminio e magnesio, è stato concepito per ambire alle migliori prestazioni di classe in maneggevolezza, feeling di sterzo, rapporto tra prestazioni e peso, sicurezza attiva e passiva, comfort climatico.

Stilisticamente, poi, le credenziali non le mancano. Partendo da un frontale tipicamente Alfa, l’immagine non ha bisogno di accentuazioni grafiche per dichiarare a prima vista la sua connotazione sportiva. Forme raccolte, equilibrio dei volumi, coda corta e ben piantata a terra.

Migliorate le sospensioni, per garantire più feeling alla guida e limitare al massimo le vibrazioni.

Altra novità la versione aggiornata del sistema Dna, introdotto per la prima volta sulla Mito, che permette di variare il temperamento della vettura a seconda delle esigenze del guidatore.

La meccanica conta su una famiglia di motori all’altezza del blasone. Tre a benzina: 1400 turbo da 120 Cv, 1400 turbo da 170 Cv, entrambi Multiair, 1750 iniezione diretta da 235 Cv, in allestimento Quadrifoglio Verde. Due, invece, le versioni diesel: 1600 da 105 Cv e 2000 da 170 Cv. Tutti indifferentemente dotati di dispositivo start/stop di serie. Più avanti arriverà anche una 4×4, ma nel frattempo nelle condizioni di guida su fondi scivolosi subentra il differenziale elettronico.

All’interno, la nuova Alfa riprende alcuni temi che riportano alle radici della marca del Biscione: dal disegno dei sedili alla conformazione della plancia. In mezzo alle citazioni del passato, tanta raffinatezza e tecnologia.  Presto per parlare di prezzi, ma è presumibile che si attesteranno attorno ai 20.000 euro.

Vettura a due anime, la Giulietta offre in alternativa un assetto standard e uno sportivo, con caratteristiche che incidono su sterzo, cambio, acceleratore, freni. A questo punto non resta che provarla. Da fine aprile, nei concessionari Alfa.    

Vincenzo Bonanno

Torna un mito a quattro ruote

Ecco la nuova Giulietta

Non è un’Alfa qualsiasi. Sulle spalle della nuova Giulietta c’è il peso della storia.

Tra gli anni 50 e 60 c’era un’auto che faceva sognare migliaia di italiani. Non era una supercar e neanche una granturismo. Era la Giulietta Alfa Romeo. Una berlina di appena 1300 cc, che però rombava e andava come una sportiva, soprattutto nella versione Ti (Turismo internazionale) che si distingueva nettamente dalle altre «medie» dell’epoca. Ad accrescere il fascino della Giulietta contribuì la popolarità della versione Sprint, disegnata da Bertone, per non dire della Spider firmata da Pininfarina e della SZ di Zagato.

Il sogno divenne realtà per molti: con un listino di un milione e 750mila lire si rendeva, infatti, per la prima volta, accessibile il marchio Alfa.

L'Alfa Romeo Giulietta degli anni '50 e '60

Un patrimonio rispolverato in occasione del centenario del Biscione (1910-2010).

Piano inedito, ambizioni da prima della classe, l’erede della 147 sarà in vendita dalla fine di aprile.

Si svelerà per la prima vola al Salone di Ginevra, dal 4 al 14 marzo.

Si tratta di una macchina sulla quale il marchio milanese punta per il grande rilancio basato soprattutto sulla qualità della tecnologia. E sulla nuova architettura «compact», il pianale su cui nasceranno le prossime Fiat, Lancia e Chrysler. È modulabile sia nel passo sia nella carreggiata, per potersi adattare a più modelli.

La nuova Giulietta è stata disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo, ispiratosi agli stilemi della 8C Competizione, come già fatto per la Mito. Per gli interni, invece, certi dettagli, come lo sviluppo orizzontale della plancia, sembrano citazioni della prima Giulietta. L’aspetto sportivo e muscoloso (grandi prese d’aria, fari a led, finestratura sottile) ricorda un coupé. Le misure in lunghezza e larghezza sono leggermente maggiori rispetto alla 147 (da 4,22 a 4,35 metri, e da 1,73 a 1,80), l’altezza invece passa da 1,46 a 1,44. Il passo misura 2,63 metri, il vano bagagli 350 litri.
Quanto al nome, è stato cambiato all’ultimo momento, poiché «Milano», quello in origine stabilito, è sembrato inopportuno nel momento in cui la Fiat ha deciso di trasferire a Torino quel che resta ad Arese.

Una ferita non soltanto sociale, ma anche emotiva, se le radici di un marchio contano ancora qualcosa. No, non si poteva proprio usare «Milano», sarebbe suonata come una beffa. Per fortuna la storia dell’Alfa è così ricca che bastava pescare a occhi bendati per trovare una carta di sicuro effetto. Ed ecco la magica Giulietta. Ma tra poco nomi e blasoni non basteranno più: serviranno soldi e strategie chiare.

Vincenzo Bonanno