Un colpo di “penna” per livellare le prestazioni

Il campione del mondo in carica Sebastian Vettel al volante della sua RB7

Tutti si aspettavano una flessione dei valori in campo dopo il primo colpo di frusta della FIA a stagione in corso, con il divieto di cambiare le mappature del motore tra qualifiche e gara. Tutti si attendevano un ridimensionamento dello strapotere Red Bull. E invece anche stavolta Vettel è andato come il vento, proprio a Valencia (dove i nodi non sono certo bassi) in quella che quattro anni fa è stata la sede dell’America’s Cup. La FIA cambia le carte in tavola, ancora una volta, ma a stagione in corso, tentando di livellare le prestazioni. Per adesso però i risultati non sono certo quelli sperati. E a Silverstone altro “giro di vite”. A partire dalla gara inglese infatti saranno banditi gli “scarichi soffiati”, inventati proprio dalla Red Bull, che garantiscono un maggiore carico aerodinamico e quindi una migliore guidabilità della vettura. Un altro divieto per arrestare la corsa dei “tori” e magari riaprire il campionato.

Nessuna motivazione politica però. Il delegato tecnico della FIA Charlie Whiting ci tiene a precisarlo subito, sgomberando l’orizzonte dalle polemiche che stanno già montando nel paddock. “La Federazione Internazionale dell’Automobile non cambia le regole in corsa, ma piuttosto si impegna affinché tutte le scuderie le rispettino. C’era un’illegalità, il cambiamento delle mappature del motore tra le qualifiche e la gara, che non può essere accettata: le macchine devono essere legali. È dunque una decisione tecnica, tutt’altro che politica”, spiega Whiting.

Un cambiamento di rotta in due tempi, quindi. Da Valencia è proibito modificare la mappatura, da Silverstone viene abolito il soffiaggio degli scarichi anche in fase di rilascio dell’acceleratore. Whiting ha però spiegato che qualora cambi drasticamente il clima tra la qualifica e la gara, passando ad esempio dal sole alla pioggia, oppure con un calo o un aumento di 10 gradi di temperatura, allora le mappature possono essere cambiate. In caso contrario la scelta fatta dal team vale per tutta la corsa. Una situazione, questa, che sembrava penalizzare maggiormente la Red Bull. La scuderia austriaca, grazie a una mappatura estrema in qualifica, è stata di fatto molto più veloce di tutti gli altri, centrando sette pole su sette, per poi calare il vantaggio in gara con mappature più morbide. Anche sul liscio asfalto spagnolo, però, il tedeschino di Heppenheim ha impresso il suo sigillo sulla prima piazzola della griglia di partenza, inanellando il settimo start dal palo.

Al GP d’Europa, sul circuito semi-cittadino di Valencia, la musica non è cambiata. Non si sa con precisione quanto possa influire la decisione, ma potrebbe comportare un calo di mezzo secondo. Gli “scarichi soffiati”, che di fatto migliorano l’aerodinamica della monoposto, sono, d’ora in poi, illegali. Lo si era scoperto a Barcellona, ma la FIA ha voluto bandirli solo a partire da Silverstone.

Abbiamo dovuto aspettare dalla quinta all’ottava gara perché abbiamo dovuto controllare i dati. Ma ripeto, non cambiamo le regole in corsa, facciamo in modo che vengano rispettate. Non vogliamo favorire nessuno. Vogliamo evitare che i motori influenzino in maniera importante l’aerodinamica delle vetture. Gli scarichi caldi sono illegali come lo fu il mass damper. L’F-duct e il doppio diffusore invece erano del tutto leciti”, precisa Charlie Whiting, frutto di un’interpretazione intelligente, al limite del regolamento. Un regolamento, forse, con troppe lacune da colmare.

Vincenzo Bonanno

fonte: www.422race.com

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Heidfeld, il sedile in Renault è già bollente

Nick Heidfeld al volante della sua Renault

Siamo solo alla settima gara del campionato ma già è tempo di bilanci. Ed ecco i primi sedili bollenti. A scottare di più sembra quello di Nick Heidfeld, ottavo in classifica generale con 29 punti. La Renault infatti è insoddisfatta delle prestazioni del sostituto di Kubica: dopo l’exploit nei test invernali e il bel podio ottenuto a Sepang, il pilota tedesco non è più riuscito a centrare risultati convincenti con la scuderia di Enstone.

Per il team principal della Lotus Renault Eric Boullier la stagione di Heidfeld finora “è stata buona, ma non abbastanza. Nick ha iniziato con il passo di Petrov, ma poi il suo rendimento sta scendendo sempre di più. Ho bisogno di capire quali sono i problemi di Nick”. Analizzando le gare, infatti, “nelle prove libere sembra sempre al livello di Vitaly (Petrov, ndr), ma le cose si complicano a partire dalle qualifiche. Questo compromette il verdetto della gara, dove invece Nick ha sempre un ottimo ritmo”, spiega Boullier. E non a caso iniziano a circolare le prime indiscrezioni su un possibile avvicendamento con il terzo pilota Romain Grosjean, già alla giuda della R29 nel 2009 al posto di Nelson Piquet Jr e attualmente in lotta per il titolo della GP2 Series.

In casa Renault rimpiangono come non mai l’assenza di Kubica, consapevoli di avere una vettura superiore rispetto a quella degli anni passati. “Robert sa essere un leader. È molto esigente e sa bene cosa vuole dal team. Se vede che le cose non vanno batte i pugni sul tavolo. Ma Robert non può essere qui, ora”, ha concluso il manager francese.

Non se la passa certo meglio l’altro pilota Renault, Vitaly Petrov. Il ventiseienne russo, di soli due punti davanti a Heidfeld, sembra al sicuro grazie ai suoi ricchi sponsor, ma Boullier ha lasciato intendere che nemmeno lui può ritenersi intoccabile: “Vitaly ha bisogno di qualcuno che gli dica a che ora deve essere in circuito al mattino, in modo che non sia in ritardo ai meeting, come organizzare la sua giornata e come comportarsi fuori dal tracciato”. Insomma, non ha le carte in regola per ambire al ruolo di leader ancora vacante. Un posto tenuto caldo per il ritorno di Kubica.

Vincenzo Bonanno