Cade l’ultimo sigillo dell’era Mosley. Briatore può tornare

Flavio Briatore, 59 anni

La riabilitazione di Flavio Briatore è la pietra tombale sopra il regno dell’ex presidente della Fia Max Mosley e sulle sue vendette. Il tribunale di Parigi ha accettato la richiesta dell’ex capo della Renault che aveva intentato una causa civile alla Fia contro la squalifica a vita stabilita dal Consiglio Mondiale del 21 settembre scorso, per il caso dell’incidente simulato di Nelsinho Piquet al Gp di Singapore 2008.

La scorsa stagione di F1 è stata piena di veleni. Ci sono state diverse questioni bollenti, su tutte la minaccia dei team di dare vita ad un mondiale alternativo se la Fia non avesse ascoltato le loro richieste in merito ai parametri tecnici da adottare.

È difficile, quindi, non vedere un regolamento di conti nella radiazione di Briatore. L’allora presidente Mosley ha approfittato della vicenda del «crashgate» per liberarsi dell’ex capo della Renault. La difesa di Briatore partiva dal presupposto che all’origine della sentenza di condanna ci sarebbe stato un «personale desiderio di rivincita da parte di Mosley. Uno scontro personale che avrebbe condizionato l’esito del processo, alterando le procedure durante le indagini preliminari così come l’udienza di settembre, in spregio al regolamento Fia e alle stesse leggi francesi». Il Tribunale ha giudicato «irregolare» la decisione della Fia. Con lui aveva fatto ricorso anche Pat Symonds, squalificato per 5 anni: e pure l’ex direttore tecnico della Renault l’ha vinto. A titolo di risarcimento è stata disposta la somma di 15 mila euro a favore di Briatore e di cinque mila euro per Symonds. Radioso il commento dell’ex manager della Renault. «Sono molto felice. Preferivo risolvere la questione all’interno dello sport, ma questo non era possibile con Mosley, e rivolgersi a un tribunale veramente indipendente era la logica conseguenza». Non è certo, però, il suo rientro in F1. «Al momento l’unica Formula che mi interessa è la “Formula bambino” (riferendosi al figlio in arrivo a marzo, proprio in coincidenza con l’inizio del mondiale di F1). Sono molto più sereno adesso, il male che mi ha fatto la decisione Fia è stato grande, quello che mi ha fatto Mosley è stato grandissimo». Briatore, però, non cova vendetta nei confronti dell’ex presidente della Fia, ma «adesso Mosley raccoglie quello che ha seminato. La decisione del Tribunale di Parigi mi ha restituito la liberta e la dignità di parlare, cose che Mosley mi aveva tolto in maniera ignobile».

 La Fia, però, non ci sta e passa al contrattacco. «La decisione della Corte non è esecutiva finchè non saranno esaurite le possibilità della Fia di fare ricorso»: così la Federezione automobilistica Internazionale  sul caso Briatore. «Fino ad allora, la decisione del Consiglio Mondiale continua ad applicarsi», precisa la Fia reagendo alla sentenza del tribunale di Parigi, e ribadendo che le squalifiche degli ex dirigenti della Renault, Flavio Briatore e Pat Symonds, sono ancora valide.

Vincenzo Bonanno

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