Schumacher alla Mercedes. Ecco i perché e i retroscena dell’accordo

Era nell’aria da settimane. Adesso l’ufficialità: Michael Schumacher torna in Formula 1. Sarà il pilota della Mercedes GP (ex Brawn GP). Contratto per tre anni. Incasserà sette milioni di euro a stagione. Il suo compagno di squadra sarà il connazionale Nico Rosberg. Una coppia tutta tedesca, quindi, al volante di una vettura di marchio tedesco. Per l’euforia della Germania intera. Il ritorno del sette volte campione del mondo attirerà sicuramente molti riflettori sulla F1, rilanciando l’interesse per questo sport, giudicato da molti ormai noioso. Obiettivo del tedesco: vincere l’ottavo titolo.

L’ormai ex ferrarista ha subito spiegato le ragioni della sua decisione: «Ross Brawn e la Mercedes, questa combinazione che non era prevedibile, mi entusiasma. In questo modo posso anche restituire qualcosa alla casa di Stoccarda (con le cui vetture sport Schumacher aveva cominciato a correre) e non potevo rifiutare», ha esordito Schumi. Ecco i retroscena della scelta, su cui ha pesato molto anche l’assenso della moglie Corinna. «Appena ha visto la luce nei miei occhi, quando le ho detto della cosa, mi ha completamente appoggiato». Sul perché del suo ritorno, «alla fine del 2006 ero semplicemente stanco e non avevo più energie. Dopodiché ho potuto di nuovo fare il pieno di energia, correndo in moto e con i kart. E, quindi, ho accettato l’offerta di Ross Brawn. Mi sento come un ragazzino di dodici anni che saltella in giro».

Sullo stato delle condizioni fisiche, ha rassicurato: «Il collo non è assolutamente più un problema».

Un rapporto, quello tra il pilota e la casa di Stoccarda, che risale a più di vent’anni fa. Nel 1990 a soli 21 anni, infatti, Schumi faceva parte del team junior della Mercedes. La scuderia tedesca gli finanziò anche un test con una monoposto di Formula 1 a Silverstone, aprendogli di fatto la strada per il suo debutto nel 1992 alla guida della Jordan. L’esordio è fissato per il 14 marzo in Bahrain, primo appuntamento del mondiale 2010.

Amarezza e sconcerto della Ferrari. Il presidente della casa di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, ha espresso delusione nei confronti della scelta di Schumacher, che ha accettato la proposta della Mercedes, ma sul piano personale ha assicurato che resteranno «sempre amici». «Bisogna ammettere che Michael ha un perfetto fratello gemello: questo ha deciso di pilotare una Mercedes, l’altro mi aveva detto che avrebbe finito la carriera alla Ferrari. Quando, la scorsa estate, ha dovuto rinunciare a guidare l’auto di Felipe Massa per colpa del collo non era triste, era distrutto». Un pensiero che rispecchia in pieno il sentimento dei tifosi del cavallino rampante, traditi nell’animo dal loro idolo di sempre.

Montezemolo ha spiegato inoltre di aver «spinto molto» affinché l’anno prossimo si potesse schierare una terza vettura. «Sarei stato felice di affidare una Ferrari a un team indipendente, per esempio americano. Sono sicuro che Schumi avrebbe detto di sì». Troppo tardi, ormai, però. Il divorzio si è già consumato. In pista, a partire dalla prossima stagione, il tedesco sarà un avversario della rossa, come tutti gli altri. Uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato.

Vincenzo Bonanno

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