Ai nastri di partenza la Dakar 2010

Partirà venerdì da Buenos Aires la 32° edizione della Dakar. La leggendaria corsa del rally raid si disputerà per il secondo anno consecutivo in Sud America, tra Cile e Argentina, passando montagne e deserti, dal 1 al 17 gennaio. Motivi di sicurezza hanno pesato sull’abbandono del continente nero, l’Africa, prima cuore della competizione. Sarà un percorso da brivido su 9000 km complessivi. Una gara ad eliminazione in 16 tappe, con 4717 km di speciali per le moto e 4810 per le macchine.

Un dato che risalta subito agli occhi è il calo di iscritti rispetto alla passata edizione: 184 fra moto e quad, 138 vetture e 50 camion contro 217 moto, 25 quad, 177 auto e 81 camion del 2009. Una differenza di ben 128 mezzi. Colpa della crisi, hanno spiegato gli organizzatori.

Si ripete l’esperimento di differenziare a volte il percorso per auto e moto.  

Come ai vecchi tempi tornano in gioco le case costruttrici. Per prima l’Aprilia con quattro RXV 450 gestite dal tema italiano Giofil. La bicilindrica verrà portata al debutto dall’idolo locale, il cileno Francisco Lopez, detto Chaleco, dallo spagnolo Gerard Farres, dall’italiano Paolo Ceci e dal sammarinese Alex Zanotti. La casa di Noale sfida le Ktm di Marc Coma e Cyril Despres e la Yamaha di David Fretignè. Fra le auto sarà battaglia fra VW (con cinque Touareg) e Bmw (con tre X3).

Seguiremo tappa dopo tappa gli sviluppi della mitica Dakar. Appuntamento ai prossimi aggiornamenti.

Ecco un video per «scaldare i motori». Clicca sotto.

http://www.youtube.com/watch?v=4zbPocFR97Q

Vincenzo Bonanno

Gunbus 410: una pazzia da guinness

Esagerazione a due ruote. Una follia iscritta all’anagrafe come Gunbus 410. Un nome che di per sè non direbbe nulla, se non fosse che si tratta della moto più grande mai realizzata al mondo. A costruirla è un ex tecnico aeronautico di Eppingen, Clemens Leonhardt. L’originale signore tedesco ha progettato ed assemblato una mostruosa giga-cruiser dalle dimensioni ciclopiche.

La Gunbus 410 pesa come un’utilitaria (700 kg), è lunga 3,5 metri, alta 1,56 e ha una distanza tra gli assi delle ruote di 2,43 metri. Proprio queste sue dimensioni hanno causato non pochi problemi di reperimento della componentistica idonea alla costruzione.

Uno degli scogli più ardui da superare è stato reperire dei pneumatici adatti ed alla fine Leonhardt ha trovato un partner fornitore in Rigdon, un’azienda tedesca specializzata nella produzione di gomme da camion, la quale è riuscita a fornire dei pneumatici idonei alla mole della Gunbus 410. Spaventose le misure: 38×11″ all’anteriore  e 42×15″ al posteriore.

Il propulsore deriva da un motore stellare di tipo aereonautico. È un mostruoso bicilindrico a V di 45 gradi con una cilindrata totale di 6728 cc e una potenza di 350 CV, che consentono alla Gunbus di raggiungere i 250 km/h autolimitati.

Per scaricare a terra tanta esuberanza, il reparto trasmissione è costituito da un cambio sequenziale a tre marce più retromarcia accoppiato ad una frizione a secco a tre dischi sinterizzati con trasmissione finale a catena.

L’aspetto più assurdo della Gunbus è proprio il fatto che sia regolarmente omologata per circolare su strada, anche se i tedeschi ci hanno ormai abituato ad omologazioni che qui in Italia sarebbero pura utopia.

In città, nel caso in cui l’angolo di inclinazione superi i 15 gradi, si rischia di finire stesi, a causa del peso del bolide e della ridotta velocità di percorrenza.

L’idea è di costruirne 3-4 all’anno. Il prezzo: 195 mila euro, iva esclusa. Davvero proibitivo. Ma ha già trovato estimatori negli Usa, tra i giocatori di basket, gli unici che possono guidarla, viste le dimensioni.

Vincenzo Bonanno

Un giro di pista per scoprire la nuova Porsche 911 Turbo

Il mito si rinnova. Ecco l’ultima nata di casa Porsche, la nuova 911 Turbo. Potenza e stile di cui solo pochi potranno goderne.

Il cuore pulsante di questa sportiva estrema, giunta ormai alla settima generazione, è il nuovo motore con cilindrata di 3,8 litri e potenza di 500 CV (368 kW). Questo propulsore completamente rinnovato dispone (per la prima volta in 35 anni di storia del turbo) di iniezione diretta (Direct Fuel Injection, DFI) e di turbocompressore con due turbine a geometria variabile per motori a benzina: un’esclusiva Porsche. Come optional, il motore 6 cilindri è disponibile, per la prima volta, in combinazione con il cambio a doppia frizione Porsche Doppelkupplung (PDK) a sette marce.

312 km/h di punta, da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi: così si presenta la nuova 911 Turbo.

Anche se sono soprattutto il disegno delle luci posteriori a Led, sopra le prese d’aria, e quello dei cerchi forgiati da 19’’ a distinguerla dalla precedente, l’ultima nata di Porsche offre soluzioni tecniche capaci di fare la differenza. Diminuzione del peso (-25 Kg), dei consumi (-16%), delle emissioni di CO2 (-11% con cambio manuale, -18% con cambio automatico PDK), maggiore potenza (+ 20 CV). Il motore ridisegnato migliora i flussi, le prestazioni e anche il posizionamento (ora più basso). La 911 Turbo percorre mediamente 8,6 km con un litro di benzina arrivando anche a 12 nell’uso extraurbano.

Ai futuri guidatori riserva una dinamica di guida ulteriormente migliorata. Le funzioni della trazione integrale attiva Porsche Traction Management (PTM) e del sistema di stabilizzazione della guida Porsche Stability Management (PSM), ulteriormente ottimizzati, sono supportate dal nuovo Porsche Torque Vectoring (PTV), disponibile come optional, che ripartisce in modo variabile la coppia fra le ruote posteriori, migliorando ulteriormente l’agilità e la precisione di sterzata, e assicurando un maggiore piacere di guida.

L’abbinamento del PDK, dell’iniezione diretta (Direct Fuel Injection) e della sovralimentazione rende la nuova 911 Turbo una vettura con un livello di efficienza e prestazioni senza precedenti, che le garantiscono una posizione di spicco nel proprio segmento di mercato.

In Italia il prezzo base della Porsche 911 Turbo è di 148.032,00 euro (iva inclusa); quello della 911 Turbo Cabriolet è di 159.312,00 euro (iva inclusa).

Un bel regalo di Natale, non c’è che dire.

Vincenzo Bonanno

Schumacher alla Mercedes. Ecco i perché e i retroscena dell’accordo

Era nell’aria da settimane. Adesso l’ufficialità: Michael Schumacher torna in Formula 1. Sarà il pilota della Mercedes GP (ex Brawn GP). Contratto per tre anni. Incasserà sette milioni di euro a stagione. Il suo compagno di squadra sarà il connazionale Nico Rosberg. Una coppia tutta tedesca, quindi, al volante di una vettura di marchio tedesco. Per l’euforia della Germania intera. Il ritorno del sette volte campione del mondo attirerà sicuramente molti riflettori sulla F1, rilanciando l’interesse per questo sport, giudicato da molti ormai noioso. Obiettivo del tedesco: vincere l’ottavo titolo.

L’ormai ex ferrarista ha subito spiegato le ragioni della sua decisione: «Ross Brawn e la Mercedes, questa combinazione che non era prevedibile, mi entusiasma. In questo modo posso anche restituire qualcosa alla casa di Stoccarda (con le cui vetture sport Schumacher aveva cominciato a correre) e non potevo rifiutare», ha esordito Schumi. Ecco i retroscena della scelta, su cui ha pesato molto anche l’assenso della moglie Corinna. «Appena ha visto la luce nei miei occhi, quando le ho detto della cosa, mi ha completamente appoggiato». Sul perché del suo ritorno, «alla fine del 2006 ero semplicemente stanco e non avevo più energie. Dopodiché ho potuto di nuovo fare il pieno di energia, correndo in moto e con i kart. E, quindi, ho accettato l’offerta di Ross Brawn. Mi sento come un ragazzino di dodici anni che saltella in giro».

Sullo stato delle condizioni fisiche, ha rassicurato: «Il collo non è assolutamente più un problema».

Un rapporto, quello tra il pilota e la casa di Stoccarda, che risale a più di vent’anni fa. Nel 1990 a soli 21 anni, infatti, Schumi faceva parte del team junior della Mercedes. La scuderia tedesca gli finanziò anche un test con una monoposto di Formula 1 a Silverstone, aprendogli di fatto la strada per il suo debutto nel 1992 alla guida della Jordan. L’esordio è fissato per il 14 marzo in Bahrain, primo appuntamento del mondiale 2010.

Amarezza e sconcerto della Ferrari. Il presidente della casa di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, ha espresso delusione nei confronti della scelta di Schumacher, che ha accettato la proposta della Mercedes, ma sul piano personale ha assicurato che resteranno «sempre amici». «Bisogna ammettere che Michael ha un perfetto fratello gemello: questo ha deciso di pilotare una Mercedes, l’altro mi aveva detto che avrebbe finito la carriera alla Ferrari. Quando, la scorsa estate, ha dovuto rinunciare a guidare l’auto di Felipe Massa per colpa del collo non era triste, era distrutto». Un pensiero che rispecchia in pieno il sentimento dei tifosi del cavallino rampante, traditi nell’animo dal loro idolo di sempre.

Montezemolo ha spiegato inoltre di aver «spinto molto» affinché l’anno prossimo si potesse schierare una terza vettura. «Sarei stato felice di affidare una Ferrari a un team indipendente, per esempio americano. Sono sicuro che Schumi avrebbe detto di sì». Troppo tardi, ormai, però. Il divorzio si è già consumato. In pista, a partire dalla prossima stagione, il tedesco sarà un avversario della rossa, come tutti gli altri. Uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato.

Vincenzo Bonanno

Schumi alla Mercedes: in Germania annunciano l’accordo

Il tormentone Schumi, torna o non torna a correre, si arricchisce di una nuova puntata. In Germania sembra ormai una gara a chi dà per primo l’annuncio dell’accordo tra il campione tedesco e la Mercedes, per l’anno prossimo. Niente di ufficiale, ancora, però. Ma, come spesso accade in questi casi, i grandi annunci sono sempre preceduti da tanti rumors. La tentazione di Michael è reale, anche se molti sono pronti a scommettere che l’aspetto economico potrebbe essere un grosso ostacolo al concreto realizzarsi della trattativa. Dopo le indiscrezioni del quotidiano tedesco «Bild», che parlava di un’offerta di sette milioni di euro a fronte dei cinque che il pluricampione percepisce come consulente della Ferrari, ora è il turno del settimanale «Focus», secondo cui l’accordo è già stato raggiunto. Contratto che dovrebbe valere solo per la stagione 2010 per quel che riguarda l’attività di pilota, mentre si sta facendo di tutto per legare Schumi alla casa automobilistica di Stoccarda.
Secondo «Focus», il sette volte campione del mondo dovrebbe tornare in pista il prossimo anno dopo l’addio alle gare nel 2006. Il tedesco, che compierà 41 anni il prossimo 3 gennaio, deve però ancora ottenere il via libera dai medici.

Il ritorno di Schumacher era fallito l’estate scorsa dopo che i medici decisero di impedire al tedesco, ancora alle prese con problemi al collo legati ad una caduta in Superbike, di sostituire il ferrarista Felipe Massa, dopo l’incidente del brasiliano all’Hungaroring..
I rumors su un ritorno di Schumacher si susseguono da diverse settimane, ma il suo entourage e la Mercedes hanno sempre negato. «Sapete come vanno certe cose…», questo l’unico commento sibillino del tedesco.

Sono tanti, comunque, gli indizi che avvalorano queste indiscrezioni. Nei giorni scorsi Bernie Ecclestone è uscito allo scoperto: «Il ritorno di Michael? È un pò più di una semplice chiacchiera». Poi le parole di Nick Fry, direttore tecnico della Mercedes: «Michael? Stiamo parlando con tanti. Il fatto che abbia 40 anni? Penso che la differenza di età non conti, si è visto in altri sport».

Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

Vincenzo Bonanno

Motor Show 2009: vince il pubblico

La passione per i motori vince ancora: oltre 400 mila persone hanno visitato il Motor Show di Bologna, dal 4 all’8 dicembre, con una media superiore a quella del 2008. Doveva essere l’edizione del de profundis e, invece, ecco l’exploit. Hanno vinto gli appassionati, gli organizzatori, ha perso chi non c’era, ovvero le case automobilistiche. «Il “popolo del Motor Show” si è dimostrato più forte delle avversità, della crisi e anche della pioggia», ha commentato Giada Michetti, amministratore delegato della Promotor International, società organizzatrice della kermesse bolognese. «La scelta di fare una manifestazione più breve e in queste giornate, in gran parte festive, è stata vincente. Siamo riusciti,  lavorando con creatività e in poco tempo, a far incontrare la domanda e l’offerta, con reciproca soddisfazione».

Le code alla biglietteria ben prima dell’orario d’ingresso (e spesso sotto una pioggia battente), i padiglioni sempre affollati e gli spalti da tutto esaurito nella Motor Sport Arena, sono state le costanti di queste cinque giornate di kermesse. A scandirle i passaggi sulla pista di big delle due e delle quattro ruote: Valentino Rossi, Luca Badoer, Mikko Hirvonen (vincitore del Memorial Bettega), Andrea Dovizioso, Mattia Pasini, Sebastian Ogier, Petter Solberg e Marcus Grönholm. Come loro migliaia di appassionati hanno risposto sì all’invito del Motor Show. Un tuffo nel clima motoristico, tra passione e adrenalina, a diretto contatto con il mondo delle corse. L’evento ha offerto le ultime novità sul mercato e l’innovazione delle soluzioni verdi, ma anche momenti di puro spettacolo. E poi spazio alla sicurezza con prove in pista e simulazioni.

Il pubblico ha scoperto le straordinarie creazioni dei tuners – per la prima volta radunati a BolognaFiere –, si è confrontato con la passione sportiva dei team e delle scuderie su due e quattro ruote.

È stata anche l’occasione per ammirare le leggendarie auto del passato e scoprire la Motor Valley emiliano-romagnola, una terra dalla naturale vocazione  per i motori.  

Appuntamento al 2010, dal 4 al 12 dicembre, con la 35^ edizione del Motor Show di Bologna, presente nel calendario OICA (International Organization of Motor Vehicle Manufacturers).

Vincenzo Bonanno

Soluzioni verdi al Motor Show di Bologna

Ecocity: alla 34^ edizione del Motor Show di Bologna, è stata battezzata così una zona del padiglione 25. Qui si trovano diversi modelli di auto che usano carburanti alternativi, in linea con la tendenza bi-fuel, cioè auto a benzina-Gpl o a benzina-metano. Con gli incentivi, nei primi 10 mesi di quest’anno le immatricolazioni di nuove vetture omologate per l’alimentazione a benzina e a Gpl sono aumentate del 332%, mentre quelle di nuove auto a benzina e metano hanno registrato un incremento del 62%. A ciò si aggiunge l’altrettanto notevole crescita delle trasformazioni a metano e Gpl di auto a benzina già circolanti. Entro la fine del 2009, questo trend farà si che, tra nuovo e trasformato, le auto a gas immesse sulle strade italiane saranno oltre 600 mila, con un impatto positivo anche sulle emissioni del parco circolante, visto che sia metano che Gpl sono i carburanti attualmente meno inquinanti.    

 Vincenzo Bonanno